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venerdì 10 maggio 2013

Balsamo naturale


    In uno dei palazzi dove ho abitato, per adeguarsi a regole di sicurezza/antincendio o non so che altro, all’ultimo piano, finite la normali rampe di scale, fu aggiunta una scala in ferro che conduceva a una porta con probabile accesso al tetto.
    L’ultimo gradino si veniva a trovare in un angolo cieco rispetto alla tromba delle scale e una sera in cui, dopo avere cenato e visto un film al cinema, ci andava di continuare la serata senza percorrere troppo chilometri per sistemarci in auto in qualche posto tranquillo, proposi alla Demi-vierge di arrampicarci fino a lì su.
    La Demi-vierge all’epoca era ancora vierge per cui i nostri rapporti erano di natura prevalentemente orale. La mia bocca si accomodava tra le sue gambe aperte e lei accoglieva il mio sesso tra le sue labbra.

    Quella sera vista la logistica, il rapporto sarebbe però stato a senso unico. Dopo aver preso le scale salimmo quest’ultima rampa di scale che essendo metallica, amplificava enormemente il rumore dei nostri passi, evento che non avevo preso in considerazione quando avevo identificato quell’angolo come possibile alcova! Con le dovute cautele, considerando che i rumori tendevano a rimbombare nell’imbuto delle scale, arrivammo in cima dove una piccola ringhiera ci conteneva quel tanto da non dover star necessariamente l’uno attaccato all’altro senza potersi neanche muovere.
    
    La DV lo aveva già preso in bocca quando sentimmo l’ascensore che saliva, ma a differenza di quanto cantava de gregori, non si fermò due piani più giù ma arrivo pericolosamente vicino a noi… per 10 secondi trattenemmo il respiro, sudammo freddo e ci sentimmo sollevati son quando, richiusasi la porta sentimmo una mandata di chiavi di un’intensità che avrebbe sicuramente separato l’inquilina dal mondo esterno perlomeno fino alla mattina successiva.
    
    Ripresa la fellatio dopo poco tempo le feci capire che stavo per arrivare. L’irruenza dell’eiaculatio la colse di sorpresa soprattutto per la direzione che il getto aveva preso. Di solito la DV si puliva in modo chirurgico e meticoloso dallo sperma ma non si faceva problemi a riceverlo sul corpo o sul viso. L’abluzione era fatta come se stesse rimuovendo qualcosa di disgustoso, ma nella ricezione era sempre generosa nel donarsi come “bersaglio”.

   Solo che questa volta un perlaceo zampillo era finito direttamente nei suoi capelli biondi (anni prima che Tutti pazzi per mary sdoganasse l’uso dello sperma come gel). Non fece una piega e così come aveva deterso il viso, rimosse con cura anche quel fiotto malandrino  poi riscendemmo, con le gambe ancora tremanti, le scale metalliche

giovedì 14 marzo 2013

Chi si rivede


Pochi giorni fa mi ha chiamato FV, detta anche il pastificio. Avevo ancora il numero memorizzato sul telefono per cui l’ho identificata prima di riconoscere la sua voce. Io e il pastificio siamo nati lo stesso giorno e benché siano passati 5 anni dall’ultima volta che ci siamo visti, questa coincidenza ha fatto sì che tra noi si sia mantenuto un legame minimo basato sugli auguri.
Per meglio dire, ero io che le mandavo un Sms o una mail, senza avere molti ritorni :)
Quando la relazione è principalmente sessuale può capitare che ci si perda di vista perché l’uno/una non risponda più alle chiamate dell’altro/a. Benché sia difficile che ci siano gelosie, raramente capita che si comunichino i motivi della sparizione. Nessun “Sai ho incontrato una persona, vogliamo costruire qualcosa insieme…”.  Dopo tutto un friend with benefits finisce di essere utile quando si inizia una steady relationship!
C’è la sparizione totale. La demi-vierge sviluppava un enorme complesso di superiorità, probabile reazione alla situazione di subalternità in cui nella sua testa pensava di trovarsi negli incontri con me, della serie “tu mi scopi solo, con lui c’è molto di più” Cara demi-vierge, anche tu mi scopavi solamente… Hehehe
C’è la sparizione con negazione. La sarda ogni volta che iniziava una steady relationship mi trattava con distacco, salutava a malapena, salvo poi stupirsi quando accennavo a qualcuno di questi singoli episodi.
Il pastificio ha sempre risposto in maniera frettolosa e di maniera, “vediamoci, sentiamoci, bla, bla…”
Siamo rimasti per una cena nei prossimi giorni, vedremo che sviluppi ci saranno!

lunedì 10 dicembre 2012

Di cosa parliamo quando facciamo l’amore AKA Dime porca che me piase de più


Un titolo irrispettosamente copiato da Carver per una riflessione su cosa dicono le donne quando fanno all’ammore. E su cosa vogliono sentirsi dire…

Alcune delle tipologie che più facilmente vi potrebbe capitare di incontrare sono:

Le romantiche: da un più diretto “Ti amo” in rapporti consolidati, a un più generico “amore, amore, amore, amore” se il rapporto è occasionale.

Le mistiche: Oh Dio, Oh Dio (a cui si può rispondere con una battuta alla Woody Allen o qualcosa di simile, tipo “No, non sono Dio. Io Claudio, C-L-A-U-D-I-O)

Le laiche: Oh (inserisci nome maschile), Oh (inserisci nome maschile) come sopra, ma senza la componente ultraterrena.

Le estatiche: … Stupendo (la demì-vierge concedeva giusto questa lapidaria esclamazione)

Le agonizzanti: concedono solo variazioni nel respiro. Si va dal rantolo sommesso, al mugolio costante, dai singulti ritmici alla pseudo crisi  asmatica.

Le referendarie: Si, Si, SI, SIII!!!

Le stupite: Mamma mia, mamma mia!

La variante Morticia Addams: Sono particolarmente sensibili a una lingua straniera, spagnolo o francese di solito. Ovviamente per le straniere spesso basta la lingua madre italiana (Cfr. Ti svegli in letti stranieri grazie alla lingua italiana, EELST 1996)

La variante Monica Vitti: (Cfr. video allegato) Amano il turpiloquio, spesso con coloriture dialettali. L’eccitazione le rende disinibite sia nel corpo che nella mente. FV amava percepire la mia eccitazione attraverso le parole che le dicevo, che a suo volta la eccitavano ancora di più con un effetto feedback che si prolungava e autoalimentava di continuo.


Le pornostar: Avanti, scopatela questa troia! Quanto mi piace il tuo cazzo, voglio sentirmelo tutto dentro. Dai, così! Sono la tua puttana… poi mettimelo nel culo, dai voglio che me lo metti nel culo! Si cazzo, cazzo lo sento, lo sento riempimi tutta. 
Di solito accompagnano la penetrazione sditalinandosi furiosamente (la riccia VV), sbattendo i pugni contro pareti o pavimento o tenendosi la testa tra le mani (l'umida Mary Jane)

giovedì 15 novembre 2012

Chiusi, e ti sarà dato



L’Italia meravigliosa… ogni borgo nasconde una sorpresa, ogni città un capolavoro, ma soprattutto mille occasioni per orgasmare.
Il percorso sotterraneo nel labirinto di Porsenna è un itinerario interessante e rappresenta un ottimo rifugio contro la calura estiva. Guide locali, volontarie, ti accompagnano lungo le strette gallerie raccontandoti come furono costruite e il loro utilizzo nei secoli, da discarica di laterizi a rifugio in tempo di guerra.
Il percorso si conclude sotto la torre campanaria dove la guida invita chi avesse voglia di salire gli innumerevoli scalini ad approfittare del panorama che si gode dalla sommità. Il resto del gruppo decide che la gita può terminare li, mentre io e la Demi-vierge optiamo per l’arrampicata.
La torre ha pareti in pietra molto spesse, di quelle che nascondono i rumori del mondo esterno e garantiscono refrigerio anche nelle giornate più calde. La vista spazia su tutto il paese e sulla campagna intorno. Dopo aver osservato il panorama dai 4 punti cardinali ci fermiamo per riprendere fiato e rimaniamo abbracciati all’ombra di una parete. La Demi-vierge si affaccia nella tromba delle scale da dove non arriva nessun rumore. Il nostro giro nei sotterranei è durato un’oretta. Se anche un altro gruppo fosse partito subito dopo il nostro impiegherebbe del tempo prima di arrivare alla torre.
“Non viene nessuno” mi dice, e poi aggiunge “e qui non ci sente nessuno!” e chiude questa frase infilandomi la lingua in bocca. Rimaniamo così, avvinghiati, mentre io con le mani le carezzo il sesso che diventa sempre più umido.
Non passano che pochi minuti e lei è piegata in avanti con il mio cazzo tra le labbra. Quando si sente pronta si gira e afferra con le mani il parapetto delle scale, io le abbasso le mutandine e le rovescio il vestito sulla schiena e la penetro.
Lo spazio intorno a noi è ampio, come se fossimo in una casa vuota, anche se è un ampiezza che è occupata per la gran parte dal vuoto imbuto prospettico creato dalle scale che salgono contro la parete.
La volta amplifica i leggeri mugoli della Demi-vierge che aumentano con un ritmo costante. Nella penombra della torre la chiara carnagione delle sue cosce quasi risplende. Questo compasso di carne da un lato si mantiene in equilibrio con la sua presa sulla balaustra, dall’altro sono le mie mani su suoi fianchi che ne sostengono i movimenti.
Solleva leggermente i talloni. È la scossa, la contrazione muscolare che indica che sta per raggiungere l’orgasmo. Assecondo i suoi movimenti fino a quando il respiro non le torna regolare e smetto di controllarmi per venire anche io. Quando sento che non posso più trattenermi esco dal suo sesso e lascio che lo sperma cada sulla fredda pietra mentre lei me lo massaggia lentamente.
Appoggiati contro la parete ci risistemiamo e scendiamo lentamente verso quella giornata, quella città e i suoi turisti che in quel lungo istante di piacere avevamo completamente escluso dalla nostra gita.
Gita di piacere, ovviamente!

lunedì 13 agosto 2012

Il pavimento



La Demi-vierge a volte poteva ospitarmi a casa sua. Il citofono la allertava del mio arrivo e aperta la porta eravamo subito l’uno nelle braccia dell’altra. Un bacio e un sorriso, un sorriso e un bacio. Ogni bacio sembrava non finire mai mentre le dita scivolavano voluttuose tra i capelli per poi cercarsi e stringersi. Ma stringersi non come quando ci si saluta o quando aiuti qualcuno ad alzarsi.
Come due ruote dentate raggiungono incastri perfetti nel loro movimento rotatorio, così le nostre dita si intrecciavano, dal mignolo all’indice alternando un dito dopo l’altro, come per mettere a contatto la maggior superficie di pelle possibile; come se il desiderio che nasceva appena concluso il nostro precedente incontro dovesse essere placato tramite una aderenza, la più ampia possibile, dei nostri rispettivi corpi; come una mano infilata in un guanto.
Dopo questo benvenuto, saliva in noi il desiderio di qualcosa di più. La passione della demi-vierge era il sesso orale, sia attivo che passivo, da praticare subito, senza neanche doversi spogliare.
Sdraiato sul pavimento lei si abbassava su di me piegando le ginocchia fino a quando il suo sesso non toccava le mie labbra. Mentre prima facevamo di tutto per avvinghiare i nostri corpi ed essere l’uno sull’altro, ora la ricerca del piacere seguiva un unico percorso, una linea sottile, come un ponte sospeso su un canyon. Una linea che partiva dalla punta della mia lingua e terminava sul suo clitoride che lentamente si gonfiava. Tramite questo unico punto di contatto la demi-vierge si lasciava andare al primo dei suoi orgasmi.
E i brividi che percorrevano il mio corpo non erano causati solo dalla sensazione di fresco derivante dal contatto della schiena nuda contro il pavimento.